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10.06.2010

La Beta conquista la Serie D. I ringraziamenti del Presidente e del coach

Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato scorso al Palastendardi (noto anche come Palangotzi) di Pirri si è giocata la "bella" tra la Beta e il Decimo, che ha visto i padroni di casa, dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, assumere il controllo della gara dal terzo quarto fino alla sirena che ha fermato il punteggio sul 73-56.
La partita è stata di quelle che tutti I cestisti si augurano di poter giocare una volta nella vita: intense, a tratti dura, a ritmi sempre elevati sia sul piano atletico che tattico; una vera partita di pallacanestro interpretata al meglio da entrambe le squadre fino all’ultimo secondo.
In particolare l’assoluta correttezza e il rispetto tra gli avversari (un check dopo ogni contatto, una mano tesa all’avversario caduto e altri piccoli e piacevoli particolari) è stato il vero valore aggiunto di un incontro leale, conclusosi con i due gruppi insieme al centro del campo a dare e ricevere i meritati applausi  e a fare un urlo di squadra congiunto, ulteriormente bello ed emozionante, che mi ha ricordato una volta di più perché amo questo gioco.
Per la promozione maschile della A.S.D. Beta si tratta di un risultato storico che corona una stagione praticamente perfetta, cadenzata da 21 vittorie meritate (primato nella storia della squadra). E’ il risultato, per niente scontato ma fortemente voluto, di un gruppo vero di persone vere, di buoni giocatori capaci di interpretare la visione della pallacanestro sempre esigente e quasi scientifica di coach Andrea Angotzi.
Al quale va, ovviamente, il mio "grazie" più vero per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto; con lui ringrazio i giocatori, i pochi con cui ho condiviso a suo tempo il campo e i molti, giovani e capaci, che coi decani del gruppo e con Andrea hanno formato un gruppo solido, determinato, vincente che dà lustro a tutta la Società, aggiungendo ai passati successi nel basket femminile e nel volley maschile un altro, ed alto, punto d’onore.
Di qui in avanti cedo volentieri la parola o, meglio, la tastiera ad Andrea Angotzi che, dopo un anno così intenso, vuole giustamente citare e ringraziare uno ad uno i suoi ragazzi.

Fabrizio "Jena" Piredda
Presidente A.S.D. Beta


Tutti in piedi per:

1. Danilo Argiolas (1983): da 0 a 1000 in 1 secondo
2. Michele Brancolini (1987): quello che sportella più di Chuck Norris
3. Fabio Busi (1986): la preparazione atletica serve a tutti tranne lui
4. Simone Cau (1985): non "un" ma "IL" guerriero
5. Andrea Cicalò (1979): c'e' solo un Capitano
6. Fabrizio Congia (1988):  la mente sotto le plance
7. Ivo Corso  (1975): se si gioca duro, lui c'e', gli avversari scappano!
8. Daniele Dentoni (1986): il fratellino sardo di Steve Nash
9. Pierpaolo Dore (1970): il "nonno" della squadra
10. Simone Loy (1980): non riesce ad essere presente fino alla fine ma resta l'uomo-squadra per eccellenza
11. Federico Palludo (1987): il fratellone sardo di Lavrinovic
12. Alessio Panzeri  (1980) tanto Panzer quanto Micione
13. Marco Pintus (1987):  MVP della Stagione
14. Andrea Pizzadili (1986) Mitico dire durante una gara o un allenamento "porta pizza... la palla"
15. Simone Ragatzu  (1991): il "pischello" della squadra
16. Francesco Simoncini (1982): Genio e Difesa
17. Mauro Tanda   (1986): lo sciupafemmine dalla mano calda
18.  Mauro Trudu  (1984): difesa-e-contropiede
19.  Carlo Zucca (1987): MVP della finalissima 


Un ringraziamento particolare: 

ai giocatori che non fanno più parte della squadra ma che hanno gettato le fondamenta Riccardo, Fabio, Alessio M., Fabrizio Piras, Alessio S., Matteo, Danilo;
a tutti i dirigenti, collaboratori e sponsor della squadra e della società e in particolare a Fabrizio "jena", Nicola, Enrico, Massimo, Fabrizio, i custodi del PalaStendardi, Don Roberto e Roberto Congiu di IceStreet, ai miei mentori Nicola Pintonello e Luca Cao, ai miei colleghi, ai miei genitori e a mio fratello per la sopportazione a mia moglie per il supporto nei momenti difficili e per la sopportazione negli altri.
Una stagione indimenticabile e da incorniciare vissuta e vinte da tutte le persone speciali che ho indicato fin qua sperando di non essermi dimenticato nessuno.


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